"A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia voto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro. "
In questi giorni ho avuto diverse cose da fare, soprattutto da studiare. Mi fa bene, così penso meno e anche se non esco posso fingere che sia perchè sono troppo indaffarata. In realtà non è certo per questo ma perchè come al solito sono sola, nessuno con cui uscire, nessun posto dove andare. Questa situazione mi pesa molto, da anni ormai. Ma è un vicolo cieco. Non ne posso venir fuori. Ormai mi sembra tardi, mi sembra che per me non sia più possibile cambiare. Eppure quanto vorrei che la mia vita fosse diversa...nemmeno poi tanto, ci sono infatti delle cose che non cambierei mai, come la mia stupenda famiglia. Ma il resto, fuori, continua a non piacermi. Perchè deve essere così difficile per me ciò che per gli altri è assolutamente naturale? Perchè avere degli amici, una cosa tanto semplice, diventa un problema insormontabile? Non lo so... ma è così e mi fa star male.
Sono così patetica.Mi faccio pena.
«Ich bin ein Stern»
Ich bin ein Stern am Firmament,
Der die Welt betrachtet, die Welt verachtet,
Und in der eignen Glut verbrennt.
Ich bin das Meer, das nächtens stürmt,
Das klagende Meer, das opferschwer
Zu alten Sünden neue türmt.
Ich bin von Eurer Welt verbannt
Vom Stolz erzogen, vom Stolz belogen,
Ich bin der König ohne Land.
Ich bin die stumme Leidenschaft,
Im Haus ohne Herd, im Krieg ohne Schwert,
und krank an meiner eignen Kraft.
«Sono una stella»
Sono una stella del firmamento,
che osserva il mondo, disprezza il mondo,
e si consuma nel proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta
Il mare urlante che accumula nuovi
Peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato
Di superbia educato, dalla superbia frodato,
io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole
In casa senza focolare, in guerra senza armi,
e malato della mia stessa forza.
Herman Hesse
Ho amato questa poesia dalla prima volta che l'ho letta. Semplicemente perchè ho da subito avuto la sensazione che parlasse di me, del mio esilio dal mondo e della forza che mi ammala.Me ne sto lassù nel firmamento ad osservare il mondo, a giudicarlo, ma in realtà non faccio altro che consumarmi per il desiderio di farne parte. La verità è che la superbia mi ha frodata.
Oggi è il mio ventesimo compleanno.
Vederlo scritto mi dà una sensazione un po' strana. Vent'anni io?Ma se mi sento ancora una bambina!E spesso mi comporto come tale...Mi sembra impossibile vedermi come una donna, un'adulta.Ma non ho intenzione di mettermi a fare bilanci, so già che sarebbero in negativo.Comunque è stata una giornata piacevole soprattutto perchè ho ricevuto gli auguri da persone che non pensavo si ricordassero nemmeno della mia esistenza.E poi c'era un bel sole...mentre vado all'uni mi piace guardare dal finestrino del pullman la campagna che corre veloce coi suoi colori brunastri, sembra infinita. E invece ad un certo punto si interrompe ed ecco la città. Non smetterò mai di dirlo: Firenze sotto il sole è uno spettacolo!